Wittgenstein

Pubblicato il 31 marzo 2025 alle ore 06:00

Comunicare non è parlare: la lezione di Wittgenstein

Mentre correvo, cercando di distrarmi dalla fatica, ho ascoltato la prima puntata di un nuovo podcast. A un certo punto, l’ospite ha citato Wittgenstein dicendo: "O di una cosa riesco a parlare bene, riesco a dire qualcosa che aggiunga a quello che c'è già, se no sto zitto". Una frase che mi ha colpito profondamente e che mi ha fatto riflettere sul valore della comunicazione.

Viviamo in un'epoca in cui tutti hanno qualcosa da dire, ma pochi si chiedono se valga davvero la pena dirlo. I social ci spingono a condividere continuamente, le giornate si riempiono di parole superflue e il silenzio sembra quasi spaventare. Ma siamo sicuri che parlare sempre e comunque sia un valore?

Un altro pensiero di Wittgenstein lo sottolinea bene: "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere." Parole che nel coaching assumono un significato ancora più profondo.

Un buon Coach non è colui che parla tanto, ma colui che sa quando parlare e quando tacere. La qualità della comunicazione conta più della quantità. Un Coach efficace ascolta, osserva e sceglie le parole giuste per creare un impatto reale. A volte, un silenzio consapevole lascia più spazio alla riflessione di mille discorsi.

Pensaci: quante volte hai vissuto una conversazione in cui qualcuno parlava troppo senza dire nulla di concreto? E quante volte, invece, una sola frase ben detta ti ha cambiato prospettiva?

La vera differenza non sta nel parlare tanto, ma nel parlare bene. Nel coaching – come nella vita – non conta quanto dici, ma quanto valore portano le tue parole.

Ecco perché credo che il silenzio non sia un nemico da evitare, ma uno strumento da padroneggiare. Perché quando si parla con consapevolezza, ogni parola conta davvero.

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Commenti

Laura Fava
10 mesi fa

Grazie Diego per questa occasione di riflessione.
In effetti i silenzi sono comunicazione e possono essere pieni di significato.
Laura