La vecchia cassetta delle lettere e ciò che stiamo perdendo
Durante un lungo weekend di relax in Riviera Romagnola mi sono imbattuto in una vecchia cassetta delle lettere,di quelle rosse, consumate dal tempo, che ormai sembrano appartenere a un’altra epoca.
Mi sono fermato a guardarla per qualche istante ed in un mondo fatto di smartphone, messaggi vocali, mail e notifiche continue, quella presenza silenziosa mi ha fatto sorridere.
Chissà quante storie sono passate da lì,lettere d’amore,cartoline spedite dal mare,richieste di lavoro,notizie attese per giorni e magari anche qualche riconciliazione......
A pensarci bene, scrivere una lettera era qualcosa di molto diverso da inviare un messaggio e bisognava fermarsi per:
trovare le parole giuste,rileggere e soprattutto assumersi la responsabilità di ciò che si stava per dire e per fare!
Oggi comunichiamo molto di più ma non sono sicuro che comunichiamo meglio anzi spesso rispondiamo prima di aver capito,parliamo prima di aver ascoltato e reagiamo prima di aver riflettuto.
Nel mio lavoro incontro persone che vivono immerse nella fretta come professionisti, imprenditori, sportivi, responsabili di team.Persone che corrono tutto il giorno e che spesso confondono l’urgenza con l’importanza,eppure le cose che contano davvero continuano ad avere bisogno di tempo.
La fiducia.
Le relazioni.
La crescita personale.
La leadership.
Nessuna di queste nasce da una notifica e osservando quella vecchia cassetta delle lettere ho pensato che forse non ci manca la tecnologia giusta,forse ci manca la disponibilità a fermarci qualche minuto in più prima di parlare, scrivere o giudicare perché le parole continuano ad avere un peso anche quando viaggiano alla velocità della luce.
La riflessione che mi sono portato a casa è questa:
non mi preoccupa che le cassette delle lettere stiano scomparendo,mi preoccupa che stia scomparendo l’abitudine di pensare prima di comunicare.
Aggiungi commento
Commenti