Sei un lavoratore… o solo uno che lavora?
Stamattina, 1° maggio, sono uscito per i miei “classici” 10 km della festa e mentre correvo, mi è arrivata una domanda semplice, ma scomoda:
la Festa dei Lavoratori… oggi la festeggiamo davvero o la raccontiamo?
Perché il punto è questo:siamo cresciuti con un’idea chiara di lavoro inteso come fatica, ore, stipendio..... sia chiaro,massimo rispetto e questa storia non si tocca ma oggi, forse, non basta più.
Vedo tante persone che lavorano tanto ma su sé stesse non lavorano mai.
E allora succede questo:• stessi problemi, anno dopo anno
• stessi conflitti
• stessi errori
• stesse scuse
Ad un certo punto la domanda diventa inevitabile:
è lavoro… o è solo abitudine?
Per me il lavoro vero è anche altro,è quello che non si vede,è quando:
• impari a gestire le tue emozioni invece di scaricarle sugli altri
• migliori il tuo modo di comunicare
• smetti di dare sempre la colpa fuori
• inizi a metterti in discussione davvero
Ecco il vero punto!
Questo lavoro:
• non lo vede nessuno
• non lo paga nessuno
• non lo puoi delegare
E' quello che cambia tutto.
Da operaio ho imparato la fatica,da coach ho capito una cosa ancora più importante:
la fatica fisica ti stanca,il lavoro su di te ti cambia!!!
E non tutti sono disposti a farlo,perché è più facile dire:
“è colpa degli altri”
“è l’ambiente”
“è il lavoro”
Più difficile è guardarsi allo specchio e dire:
“ok, da dove parto io?”
E allora forse oggi il significato del lavoro si può allargare,non sostituire,aggiungere.
La Festa dei Lavoratori può(e dovrebbe) diventare anche la festa di chi sceglie di lavorare su di sé,non per essere perfetto ma per non restare sempre uguale.
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