Quando un amico diventa anche un “amicoachee”
Ci sono amicizie che nascono quasi per caso,la nostra è nata nel 1990, quando avevamo vent’anni e c’era ancora qualcosa che, per i ragazzi di quella generazione, rappresentava quasi un rito di passaggio: il servizio militare.
Da allora sono passati tanti anni, le vite sono cambiate, le strade si sono divise, gli impegni sono aumentati e, inevitabilmente, anche il modo di vivere un’amicizia si è trasformato, ma alcune relazioni, quelle vere, hanno una caratteristica particolare: si modificano senza spezzarsi e Lorenzo è uno di questi amici.
Poi, qualche anno fa, nella sua vita è arrivata una nuova passione: la bicicletta,non semplicemente pedalare, ma il cicloturismo, spesso affrontato da solo, e quando scegli di affrontare centinaia di chilometri in solitaria, magari lontano da casa e dalle tue abitudini, non basta avere gambe allenate,"serve testa".
Serve prepararsi a quei momenti in cui sei stanco, quando qualcosa non va come avevi previsto, quando il percorso sembra non finire mai e quando quella vocina dentro di te comincia a chiederti: “Ma chi me l’ha fatto fare?”
Ed è proprio lì che, da qualche tempo, la nostra amicizia ha assunto una forma nuova. Lorenzo è diventato quello che scherzosamente chiamo il mio “amicoachee”, un amico che,per alcuni dei suoi obiettivi, ha deciso di affidarsi anche al mio lavoro di Coach.
Abbiamo preparato insieme, dal punto di vista mentale, diverse delle sue avventure e l’ultima era tutt’altro che banale: il Cammino di Santiago, dalla Francia fino all’Oceano, da Saint Jean Pied de Port a Santiago de Compostela a Finisterre in bicicletta.
Qualche giorno fa mi è arrivata questa fotografia,niente spiegazioni, solo:
“Grazie Coach. Un abbraccio.”
La mia risposta?
“Solo merito tuo!!!”
Perché è così,un Coach può accompagnarti, farti domande, aiutarti a guardare le cose da un’altra prospettiva, prepararti mentalmente ad affrontare ciò che hai scelto di affrontare, ma poi… sei tu che pedali,sei tu che senti la fatica, sei tu che attraversi i momenti difficili, sei tu che scegli di continuare e sei tu che, alla fine, arrivi davanti a quell’Oceano.
La cosa bella del Coaching, per me, è anche questa: a volte il coachee è una persona che hai appena conosciuto, altre volte è qualcuno che conosci da una vita e qualche volta, come nel caso di Lorenzo, è un amicoachee.
Il ruolo cambia, l’amicizia si trasforma, ma il principio rimane lo stesso: il risultato è sempre di chi lo raggiunge.
Bravo Lorenzo e grazie per avermi voluto, ancora una volta, al tuo fianco nel viaggio, anche se, questa volta, io ero comodamente seduto.
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