Il 74% degli italiani ha avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con il disagio psicologico: ansia, stress, burnout, depressione, difficoltà emotive che entrano nella vita quotidiana di persone, famiglie, aziende, sportivi.
Un numero enorme eppure, nonostante questi dati, attorno al tema della salute mentale regna ancora molta confusione.
Per molti, “salute mentale” significa automaticamente psicologo o psichiatra.
Figure fondamentali, senza dubbio ma non sono l’unica risposta possibile.
Qui nasce una grande disinformazione culturale:
si tende a pensare che ci si debba occupare della mente solo quando “si sta male”,come se fosse un pronto soccorso, e non una palestra.
E invece la mente, esattamente come il corpo,
si allena, si educa, si potenzia, si rende resiliente prima che si rompa.
È qui che entra in gioco il Coaching.
Il Coach non cura una patologia,Il Coach lavora con persone che vogliono:
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gestire meglio lo stress
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ritrovare chiarezza
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aumentare fiducia
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migliorare le proprie prestazioni
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attraversare cambiamenti senza crollare
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allenare la propria forza mentale
Psicologo e Coach non sono in competizione,sono su piani diversi e complementari.
Lo psicologo cura.
Il coach allena.
Spesso è proprio l’allenamento che evita l’infortunio.
Nel lavoro, nello sport, nella vita quotidiana, vedo ogni giorno persone che non sono “malate”,ma stanche mentalmente, sovraccariche, confuse, disconnesse da se stesse.Persone che non hanno bisogno di una diagnosi,ma di strumenti, consapevolezza, allenamento emotivo e mentale.
La vera rivoluzione culturale oggi non è solo parlare di salute mentale,è imparare a prendersene cura prima,con la stessa naturalezza con cui si va in palestra o si fa formazione tecnica.
Perché la mente non va solo curata quando crolla,
va allenata ogni giorno per reggere la vita.
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