Il coach che traduce l’esperienza di ieri nella mentalità di domani.

Pubblicato il 15 febbraio 2026 alle ore 08:55

In un'azienda che seguo,mi sono imbattuto in questa vecchia piegatrice manuale.

Un ragazzo di vent’anni probabilmente la guarderebbe come un oggetto preistorico mentre un operaio con anni di esperienza la guarderebbe con rispetto.

Mentre la guardavo,mi sono fatto una domanda:

chi aiuta queste due generazioni a capirsi e ad interagire?

Il giovane porta velocità, tecnologia, nuove idee,il senior porta esperienza, mestiere, cultura del lavoro ma se non si parlano, nasce distanza,se non si comprendono, nasce conflitto.

Un coach in azienda non serve solo per “motivare”,serve per

:

tradurre linguaggi

valorizzare l’esperienza

aiutare i giovani a costruire mentalità

aiutare i senior a trasformare l’esperienza in guida

 

Prima si piegava il metallo mentre oggi bisogna piegare le rigidità generazionali e questo non lo fai con una macchina,lo fai con le persone.

 

 

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